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RIFLESSIONI LAICISTE SUGLI SCRITTI DI PALMIRO TOGLIATTI

RIFLESSIONI LAICISTE SUGLI SCRITTI
DI PALMIRO TOGLIATTI 1921-1931
Anche nel Tomo III delle sue opere, edite dagli Editori Riuniti nel 1968, si riscontrano ottime analisi sulla realtà
politico-sociale della chiesa cattolica in generale e del Vaticano in particolare:
-nella prefazione di un libro scritto da un compagno di Cuneo, Togliatti nota giustamente come un certo ambiente
sociale italiano è stato anche “antifeudale e anticlericale… contro l’ipocrisia dei preti e delle monache” (p.325)
-il ruolo reazionario della religione spinse molti cittadini a scuotere “il giogo di ogni autorità umana e divina”
(p.326)
-si ribadisce il concetto di “religione, oppio del popolo” il cui vero scopo è “deviare il malcontento delle masse,
addormentarle” (p.355)
-nelle organizzazioni cattoliche “si entra per sentirsi somministrare l’oppio della religione” (p.401)
-in Spagna “gli arcivescovi, i vescovi, i canonici, i preti” erano “un’altra delle caste dominanti della vecchia
Spagna feudale, clericale, reazionaria”. Il latifondismo feudale era in mano anche alla chiesa. (p.333)
Ma la parte più interessante di questi scritti di Togliatti è quella relativa al 1931. Essi comprendono due articoli:
1) IL CONTRASTO FRA LA CHIESA CATTOLICA E IL FASCISMO: tra i vari punti di contrasto a
Togliatti sfugge il fatto che la la chiesa esplicò una critica da destra contro il fascismo, il quale non era
abbastanza reazionario e oscurantista in materia di censura letteraria, teatrale, cinematografica e in
campo sportivo (ammissione dello sport femminile e domenicale). In sostanza il Vaticano rimproverava al
fascismo le troppe nudità, i linguaggi ritenuti immorali, gli argomenti scabrosi che comparivano in certi
film, romanzi e scene teatrali che il regime non censurava abbastanza.
Comunque l’analisi fondamentale sull’atteggiamento del Vaticano verso il fascismo era giusta : la linea di
Pio XI era per Togliatti “appoggiare il fascismo ma tenersi aperta una via di ritirata, politica, ideologica,
organizzativa”. Il Vaticano voleva un “fascismo cattolico=fascismo ragionevole” cercando sempre, in
nome sia dell’anticomunismo che dell’antiliberalismo, di sanare ogni momentaneo contrasto.
Ma l’affermazione più importante e giusta è che “La chiesa ha dato tutto il suo appoggio al fascismo,
prima e dopo la conquista del potere” nonostante la sua provata natura omicida, vandalica e bellicista, in
palese contrasto con la sbandierata dottrina cattolica dell’amore evangelico.
2) IL PAPA E MUSSOLINI SI SONO MESSI D’ACCORDO: Togliatti afferma giustamente che “la Chiesa e
il fascismo sono due forze, due organizzazioni egualmente reazionarie, le quali possono benissimo essere
temporaneamente in disaccordo, ma, in sostanza tendono a raggiungere gli stessi fini” cioè la difesa dei
ceti proprietari e la discriminazione contro le donne. In quell’anno “La Chiesa accetta un controllo dei
fascisti sopra le sue organizzazioni di massa. Essa infatti dichiara che i dirigenti di queste organizzazioni
non potranno essere avversari del regime…In questo modo la Chiesa, mentre con il Patto laterano e con il
Concordato riconosceva lo Stato italiano e si schierava apertamente a sostegno di esso, ora fa ancora un
passo in avanti, e riconosce il regime fascista e le sue direttive”. Siamo quindi evidentemente ad un reale
e definitivo clerico-fascismo!
Per Togliatti bisogna lasciare ogni illusione su un presunto antifascismo del papa e della Chiesa:
“L’attuale accordo fra i due poteri ha quindi questo significato; il papa e Mussolini hanno trovato un
compromesso nelle forme, riconoscendo e riconfermando solennemente di essere d’accordo nella
sostanza”. Papa e fascismo “si troveranno sempre d’accordo” non solo sulle tematiche anticomuniste ma
anche su quelle laiciste (divorzio, aborto, contraccezione ecc.). Le profezie di Togliatti troveranno
puntuale conferma nei referendum sull’aborto e sul divorzio degli anni ’70, in cui DC e MSI si
schiereranno al fianco del Vaticano
In conclusione, purtroppo Togliatti non fu poi coerente con le sue giuste analisi del 1931. Votando
l’articolo 7 della Costituzione contro il parere di socialisti, repubblicani, azionisti e del professor Concetto
Marchesi, spalancò la porta a 40 anni di potere democristiano.
Pierino Marazzani, agosto 2021