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Storia di Milano

Autori Vari
Storia di Milano
Volumi I-III,Fondazione Treccani degli Alfieri, Milano, 1954, s.i.p.
Amplissima opera storico-artistica in XX volumi in cui penso di ritrovare misfatti,
crimini e disgrazie clericali di ogni genere. Nei primi due volumi si riscontrano poche
notizie interessanti ma dal terzo in poi si ha solo l’imbarazzo della scelta.
Il testo conferma il rogo nel 1028 dei cosiddetti eretici di Monforte in Piemonte,
deportati a Milano e ivi bruciati nell’attuale Corso Monforte, allora località di
campagna a ridosso delle mura cittadine: furono indotti ad abiurare “o gettarsi nelle
vive fiamme di un rogo che era stato acceso lì a lato”. Il vescovo di Milano e sospetto
eretico Anselmo “vitam finivit” a Roma, forse giustiziato col consenso papale nel
1136.
L’inizio della plurisecolare pedofilia ecclesiastica milanese risale al secolo XI, epoca
di una stretta radicale volta ad eliminare una volta per tutte i preti sposati: “Se un
sacerdote o un diacono non potesse giurare sui Vangeli con due testimoni di non
avere mai conosciuto donna dalla sua ordinazione, doveva perdere ogni bene”. Da
allora una certa percentuale di preti si ridusse a praticare assiduamente la pederastia.
La simonia, cioè il commercio a scopo di lucro di presunti beni spirituali, è segnalata
più volte nel testo: ad esempio le parrocchie più ricche erano chiaramente date con
criteri nepotistici o dietro pagamenti anticipati alla curia vescovile. E’ segnalata la
“turpe condotta di vita dell’arcivescovo Grosolano”.
I poveri erano sempre esclusi dalle nomine vescovili milanesi: “nessuno accedeva
alla cattedra milanese se non dall’ordine dei cattani”.
Feroci torture con mutilazioni tra fazioni clericali sono documentate a proposito dei
preti Liprando e Arialdo. Scontri armati a Milano fra cattolici aderenti a
raggruppamenti ostili sono documentati nel 1103 e vi fu anche un assalto
all’arcivescovado da parte di popolani infuriati.
Elementi clericali furono rei di fatti criminali: un ecclesiastico si prestò come sicario
per eliminare a coltellate il sospetto eretico Landolfo, vescovi furono coinvolti in
congiure a Vercelli e Cremona. Il monaco Albizone fu complice in un evasione nel
1038 “sostituendosi nel letto ad Ariberto, non esitò a sfidare le ire dei secondini per
permettere all’arcivescovo di uscire di prigione, vestito dei suoi panni”.
Il fenomeno, tipicamente medievale, dei vescovi condottieri personalmente di loro
truppe militari è ampiamente documentato anche in quest’opera: ad esempio nel 1036
il vescovo Alrico di Asti combattè personalmente nella battaglia di Campomalo
presso Lodi morendo in una sanguinosa mischia.
Ma quale amore evangelico!?
A parte va ricordata la terribile disgrazia accaduta a Milano nel 539: tra le vittime del
noto massacro fatto dagli Ostrogoti, il volume II segnala anche il fratello di un papa
che sarebbe stato fatto a pezzi e dato da mangiare ai cani.
Pierino Marazzani, aprile 2022