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Storia di Milano (volume IV)

Autori Vari
Storia di Milano (volume IV)
Fondazione Treccani degli Alfieri, Milano, 1955

In questo grosso volume un piccolo paragrafo è dedicato all’eterna
“Opposizione Stato-Chiesa” in cui si esaminano le
rivendicazioni ecclesiastiche rispetto al Comune di Milano in
materia fiscale e di nomine. Il clero “annullava praticamente ogni
sovranità cittadina su tanta parte del contado soggetto ancora a
chiese e monasteri”.
Nel paragrafo “I possessi del vescovo” si illustrano i vasti
possedimenti clericali milanesi medievali che si estendevano dal
Po alla Svizzera: in tali luoghi i residenti erano soggetti alle
servitù feudali a favore dei loro signori ecclesiastici. Il testo nota
con disappunto come certe barbarie medievali come il cosiddetto
“Giudizio di Dio”, l’accusato doveva afferrare a mani nude un
ferro rovente, furono in vigore molto più a lungo nei feudi clericali
che nella città di Milano.
Si segnala “una grave immoralità” da parte del clero milanese:
“dalle relazioni di ecclesiastici nascevano figli” mentre nulla
risulta sui preti pedofili. Il pessimo comportamento di certi preti
provocò “un diffuso spirito anticlericale, che aveva guadagnato
vasti strati della cittadinanza”. Ma anche nei feudi ecclesiastici ci
furono rivolte anticlericali, sia pure non cruente: si veda il
paragrafo “Inquietudini nelle campagne milanesi” in cui si
documentano alcune cause civili contro monasteri vari.
Nel paragrafo “Ancora gli eretici” si confermano le note spietate
repressioni contro catari e valdesi, carceri e roghi di carne umana,
non senza casi di locali rivolte anticlericali con uccisioni di frati
inquisitori.

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Pierino Marazzni , maggio 2022