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Darwin Day

COMMENTO DARWINISTASULLA NUOVA SALA PERMANENTE SULL’EVOLUZIONE
UMANA AL MUSEO DI STORIA NATURALE DI MILANO

Il 18 dicembre 2023 è una data importante per noi darwinisti evoluzionisti milanesi: apre al pubblico una nuova ampia sala dedicata all’Evoluzionismo al Museo di Storia Naturale. Entrando nel salone subito a sinistra, la riproduzione di una scimmia antropomorfa mostra chiaramente dove si vuole portare il visitatore: noi discendiamo da antenati comuni con tali animali e quindi non siamo frutto di una presunta creazione ex novo come la Bibbia vuole darci a bere! Per accreditare tale scoperta il breve testo illustrativo evidenzia anche la capacità delle scimmie di usare rudimentali attrezzi.

Manca però l’informazione sulle recenti acquisizioni sugli uccelli tessitori che usano il loro becco per fare nodi complessi, sui coccodrilli che impiegano rametti che ingannare gli uccelli che li cercano per il loro nido, sui castori e le loro dighe ecc.

La grande bacheca 0.0 intitolata “Chi siamo?” nega implicitamente ogni tipo di creazionismo fideistico. Infatti, tale domanda ha già una chiara e inequivocabile risposta nella Bibbia: siamo stati creati dal nulla da Dio. Al contrario, gli scheletri scimmieschi ivi raccolti dimostrano l’esatto contrario a causa della loro palese somiglianza col nostro scheletro.

La grande bacheca 0.1 intitolata “Un cespuglio africano” ospita precise riproduzioni dei nostri più antichi antenati in cui si evidenziano inequivocabili aspetti di tipo scimmiesco. Quindi nulla a che vedere con la Palestina che fu popolata da noi umani molto tempo dopo emigrando dall’Africa.

Nella bacheca intitolata “Noi e le scimmie: una rivoluzione di pensiero” : pur non scrivendo contro chi o che cosa? Una “rivoluzione “è sempre fatta contro qualcuno! Si afferma che “le idee sull’origine dell’umanità cambiarono completamente”.

A esemplificare visivamente tale radicale cambiamento si espone uno scheletro di cebo, una scimmietta cui viene messo in mano una specie di bastone da passeggio a “testimoniare questo rapporto complesso tra noi e i nostri parenti più prossimi” che fu teorizzato da Darwin e altri suoi meno noti precursori.

Il ritratto di Darwin meriterebbe un maggiore risalto poiché fu lui il primo che, esponendosi in prima persona a ingiurie fideistiche, affermò chiaramente una versione antibiblica “delle origini della specie umana” ipotizzando che “le caratteristiche più tipicamente umane, comprese quelle mentali potessero essere il prodotto di meccanismi evolutivi. Ipotizzò inoltre che l’evoluzione umana avesse avuto inizio in Africa” e non in Palestina come implicitamente affermato dalla Bibbia.

Non si capisce perché lo studioso ottocentesco milanese Filippo De Filippi abbia uno spazio pari a quello di Darwin. Viene addirittura definito autore di una “famosa conferenza” evoluzionistica dal titolo “L’uomo e le scimmie”: al contrario, non mi risulta affatto che tale insigne studioso sia “famoso” al di fuori del ristretto ambito degli zoologi evoluzionisti. Infatti, il Dizionario Biografico degli Scienziati e dei Tecnici (Zanichelli, 1999) non gli dedica neanche mezza riga mentre Darwin si merita ben 5 pagine!

In conclusione, un ottima mostra evoluzionistica che però sembra fatta apposta per sminuire il Darwin Day dell’UAAR, è una specie di depistaggio scientifico antiateo.

Gennaio 2024