S.

Amor di patria

Marco Sassano

Amor di patria

(Storia di una famiglia italiana – Quattro generazioni di carbonari, garibaldini, rivoluzionari e antifascisti)

Francesco Brioschi editore, Milano, 2020, pagine 251, euro 18,00

Saggio autobiografico esteso ai propri antenati in cui l’ Autore di

PINELLI UN SUICIDIO DI STATO (1971)

ci illustra le spesso drammatiche vicende in cui sono stati coinvolti.

Il periodo temporale considerato va dall’inizio dell’Ottocento ai giorni nostri: si inizia col trisavolo Tobia che affermava di “non avere alcuna convinzione religiosa” al contrario dei suoi bigotti genitori. Era l’epoca della terribile carestia mondiale del 1817 provocata dal vulcano indonesiano Tambora che ridusse la sua famiglia quasi alla fame. Da adulto aderì alla Carboneria e andò in esilio in Uruguay dove fu uno dei primi volontari italiani di Garibaldi, combatté poi contro gli austriaci e per la Repubblica Romana contro i francesi chiamati da papa Pio IX.

Suo figlio Francesco combatté tra i Mille di Garibaldi ma qui l’Autore commette un piccolo errore storico a proposito di fra’ Pantaleo, un vero frate che getto’ il saio per andare con Garibaldi per poi sposarsi e passare all’anticlericalismo militante: “sarete il nostro Ugo Bassi” gli disse Garibaldi. Ma nel descrivere l’eroico sacerdote antipapale si dimentica di scrivere che, prima di fucilarlo, gli austro-pontifici lo fecero degradare da prete a semplice laico.

La nipote Clelia fu la madre di Fidia Sassano, guardia rossa e ardito del popolo nel ’19-’22, giornalista comunista, espatriato in Francia e poi in Unione Sovietica in quanto perseguitato politico antifascista, arrestato più volte, torturato dai questurini con scosse elettriche e strappamento delle unghie, si fece molti anni di carcere. Anche qui l’Autore, evidentemente digiuno di storia della polizia italiana, incappa in un altro errore omettendo di scrivere che tali PS saranno poi gli stessi che tortureranno centinaia di partigiani negli anni ’50-’60, Pinelli compreso, in quanto giovanissima staffetta partigiana con tanto di tesserino.

Fidia fu poi stimato giornalista socialista fino al pensionamento.

Suo figlio Marco è l’Autore di questo libro, divenendo famoso già da giovane liceale per lo scandalo di risonanza nazionale, provocato dalle veementi denunce cielline contro una piccola inchiesta dai risvolti sessuali indiretti, pubblicata sul giornalino studentesco del liceo. Il testo segnala il “radicato agnosticismo tra i giovani pariniani”. Seguendo le orme paterne nel 1969 fu assunto nella redazione dell’ Avanti!, segnalandosi come acuto indagatore delle manovre clerico-fasciste della Strategia della tensione riassunte nel capitolo: “Piazza Fontana e Giuseppe Pinelli”. Il testo segnala anche un’attentato di chiara matrice clerico-fascista con “una potente bomba” avvenuto nel 1975 contro il direttore del suo giornale ma che in realtà era diretto contro lo stesso Marco Sassano. Tale bomba fu una evidente anticipazione di quella messa da un fanatico cattolico contro Il Manifesto nel 2000, solo per puro caso non ci fu l’ennesima strage! L’Autore persevera nelle sue omissioni storiche filo-clericali tacendo sul fatto che il “principe nero Junio Valerio Borghese” era discendente diretto di una famiglia che aveva dato alla chiesa papi e cardinali. Dietro questo fascistone c’era la destra reazionaria e razzista vaticana fatta da cardinali, monsignori, avvocati rotali ecc.

Pierino Marazzani, marzo 2021